Un ricordo dominante
Emerge dai ricordi uno soltanto,
dominator della mia stanca mente
e dello spirto vigile ed ardente.
Caro dono del ciel a me distinto
che i giorni miei accompagna
che i giorni miei accompagna
con la costanza di solingo ostello.
Tutti i ricordi intorno egli dilegua,
come alto pennone di bandiera
simboleggiante un infinito amore,
che sgorga vivo dai palpiti d’un cuore,
tradito allo svanire di adolescente
ed immatur sospiro.
Simil ricordo davanti a me appare
con sua natura arcana
che muta non favella e poco sprona
ad ascoltare ciò ch’ei non ragiona,
strano ricordo per quanto paludato
di seteria divina, immacolato.
La mente mia d’allora
che quivi tu prendesti a far dimora,
or non è più, come mia speme è stinta,
e non gioisce, or non rallegra
quello che sono e fui per mia natura,
ma incontro al vero con tenacia dura
e al vero ella s’adegua
con sofferente lena
di chi dell’uomo sa d’aver vissuto.
(AET)
(lug. 2011)

